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Etosha National Park e le altre riserve nel nord della Namibia

Africa Australe - Namibia - 11.08.2021

Paradisi naturali protetti, ma anche luoghi inospitali e remoti: scopri con noi i paesaggi più insoliti ed estremi della parte settentrionale della Namibia!

Contenuti


Riserve e parchi naturali nel nord della Namibia

La Namibia è stato il primo paese al mondo ad includere nella propria Costituzione la protezione dell'ambiente e l'utilizzo sostenibile della fauna e flora selvatiche. Le riserve nazionali e i parchi appartengono al Governo namibiano e sono gestiti dal Ministero dell'Ambiente e del Turismo. Dai tempi dell'Indipendenza del paese dal Sudafrica, risalente ai primi anni '90, il numero e le dimensioni delle aree private di conservazione sono aumentati notevolmente.

I parchi nazionali della Namibia costituiscono oggi addirittura il 27% della superficie disponibile del paese e rappresentano una rete di attrazioni turistiche tra le più ambite del mondo: nel territorio namibiano troverai le dune di sabbia più alte del mondo, il secondo canyon più grande della terra e una delle più grandi riserve naturali protette del continente africano.

In questo articolo del nostro Magazine ci soffermiamo in particolare sui parchi e le aree protette del nord del paese, a cominciare ovviamente dall'imperdibile Etosha National Park, mentre l'approfondimento Il deserto del Namib e il Parco Nazionale Namib Naukluft è dedicato interamente all'altro grande parco nazionale namibiano. 
 

Etosha National Park, il "grande luogo bianco"

Quando fu proclamato Parco Nazionale nel 1907 dall'allora governo coloniale tedesco, il Parco copriva la maggior parte della Namibia settentrionale e si estendeva fino all'attuale Skeleton Coast Park. Inizialmente molte aree vennero sottratte alle tribù indigene locali che non erano autorizzate a vivere all'interno dei confini dei parchi, successivamente parte delle terre sottratte vennero restituite per ospitare le stesse tribù. Oggi Etosha si estende per circa 22.270 km².

Il parco deve il suo paesaggio unico all'Etosha Pan, una vasta e poco profonda depressione salina di circa 5.000 km², che è fiancheggiata da numerose sorgenti artesiane che riforniscono di acqua l’area circostante durante tutto l'anno. La crosta salina scintilla con riflessi argentei nelle ore più calde del giorno, conferendo al paesaggio un aspetto surreale. L’acqua presente in questa depressione è 2 volte più salata di quella del mare, proprio per questo motivo gli animali non vi si abbeverano.

Ciò nonostante, il Parco Etosha è uno dei "santuari" della fauna africana. Una serie di pozze d'acqua dolce, alimentate dalle sorgenti sotterranee, lungo il bordo meridionale della piana assicurano piacevoli e spesso spettacolari avvistamenti di animali tra cui leoni, rinoceronti (bianchi e neri), elefanti, leopardi, giraffe e antilopi. Gli unici animali non presenti nel parco sono i bufali, ragion per cui a Etosha non è possibile collezionare foto dei Big Five al gran completo.

La parola Etosha significa in lingua oshivambo significa “grande luogo bianco” riferendosi al deserto salino che occupa il 25% del parco stesso, e per la stessa ragione è anche noto come "la terra delle acque asciutte".  Questo è uno dei migliori parchi nazionali per fare avvistamenti di animali in un paesaggio davvero originale e profondamente diverso da quello, per esempio, delle classiche destinazioni come Tanzania o Kenya o il verdissimo Botswana.

Il Parco Nazionale Etosha è dunque una delle più grandi aree di protezione faunistica del mondo, nonché uno dei migliori parchi per fare safari. Un'ottima gestione del patrimonio animale e la protezione dell'ambiente rendono il Parco Nazionale Etosha uno dei parchi più importanti dell'Africa Australe.


Lo Skeleton Coast Park, "la terra che Dio ha creato con rabbia"

La Skeleton Coast è nota per essere particolarmente inospitale e difficile da raggiungere; verso l'interno il deserto si estende per decine di chilometri, e dal mare è difficile avvicinarsi a causa delle forti onde causate dalla corrente del Benguela. Per questi motivi la costa era chiamata "la terra che Dio ha creato con rabbia" dai boscimani, e "le sabbie dell'Inferno" dai portoghesi. Il nome odierno si riferisce agli innumerevoli relitti spiaggiati lungo la costa, in tutto se ne contano oltre un migliaio; fra i più celebri ci sono quelli delle navi Eduard Bohlen, Otavi, Dunedin Star e Tong Taw.

Lo Skeleton Coast Park copre un'area di 16.400 km² ed è diviso in due zone, la prima che va dal fiume Ugab al fiume Hoanib e la seconda delimitata tra i fiumi Hoanib e il Kunene. Quest’ultima è una zona particolarmente selvaggia tanto che solo alcune guide autorizzate possono organizzare safari aerei. La zona nord dello Skeleton Coast Park è la regione del Kaokoland, abitata dalla tribù degli Himba che vive ancora secondo gli antichi usi e tradizioni. La zona sud fa invece parte della Damaraland abitata dalla tribù Damara. Questa zona è consigliata agli appassionati di pesca per i suoi fondali ricchi di pesci.

Per il visitatore moderno l'attrazione di questa zona remota è determinata dai paesaggi incontaminati di dune battute dal vento, aspre pareti di canyon, vaste catene montuose e specie animali adattate in modo univoco come l'elefante del deserto, il leone del deserto, orici, iene e innumerevoli colonie di foche, la più famosa delle quali è quella di Cape Cross. La riserva è storicamente significativa anche perché è stato il punto di approdo nel XV° secolo del primo europeo a visitare la Namibia.


Le altre riserve naturali nel nord


Cape Cross Seal Reserve

Tra le aree faunistiche protette "minori" presenti nel nord della Namibia, la Riserva di Cape Cross è proprio una delle più importanti. La riserva marina di Cape Cross è stata istituita nel 1968 a protezione della più grande e conosciuta delle 23 colonie di foche che abitano la costa del Sudafrica e della Namibia.

Durante il periodo dell’accoppiamento tra Novembre e Dicembre la colonia può ospitare fino a 15.000 esemplari. Le otarie mangiano ogni giorno una quantità pari all’8% del proprio peso, con un consumo annuo di oltre un milione di tonnellate di pesce e nonostante metà del consumo sia di pesce non commerciabile, il governo per proteggere i pescatori e le industrie del settore ha autorizzato in alcuni periodi dell’anno la caccia ai cuccioli per limitare il numero della colonia entro certi limiti. A nulla sono valse le proteste da parte di attivi gruppi di ambientalisti e se ci pensiamo è un bel paradosso, visto che la Cape Cross Seal Reserve è una riserva nata con lo scopo di proteggere questi animali.
 

Epupa Falls

Al confine tra Namibia e Angola, nella regione conosciuta come Kaokoland, troverete le Epupa Falls. Queste cascate sono create dal fiume Kunene, e si estendono per un miglio. La cascata più larga cade in una stretta gola a forma di ferro di cavallo che, vista dall’alto, provoca una serie impressionante di gorghi concentrici. Le rocce colorate della montagna da cui cadono, i baobab e le palme Makalani che le circondano creano tutt’intorno un panorama mozzafiato. La zona è perfetta per effettuare bird-watching e se volete aggiungere un po’ di adrenalina alla vostra giornata, potete anche provare un po’ di rafting lungo il fiume.
 

Waterberg Plateau Park

Situato sempre nel nord della Namibia, il Waterberg Plateau Park è un grande altopiano di arenaria di roccia rossa che funge da santuario per gli animali in via di estinzione. La maggior parte dei visitatori vengono per una visita guidata che permette di avvistare bufali, rinoceronti e antilopi. Il parco ospita anche più di 200 specie di uccelli, ed è un luogo di riproduzione per gli avvoltoi del Capo.  


Viaggio in Namibia, i parchi e le riserve naturali

I parchi nazionali e le riserve naturali della Namibia sono indubbiamente una delle grandi attrazioni che offre questa meravigliosa terra a chi decide di visitarla. Ma le buone ragioni per un viaggio in questa parte di Africa Australe non mancano davvero!

Nell'articolo del nostro Magazine dal titolo Gli Himba, il popolo rosso della Namibia ti abbiamo raccontato una delle etnie più autentiche che abitano ancora oggi il territorio namibiano, in particolare la regione settentrionale del Kaokoland che abbiamo citato anche in questo articolo.

Nell'approfondimento 3 città da visitare in Namibia invece ti abbiamo raccontato del volto più inatteso e sorprendente della capitale Windhoek, di Swakopmund, sospesa tra dune e oceano ai limiti del deserto costiero del Namib, e di Kolmanskop, ieri centro diamantifero oggi città fantasma divorata dal deserto.

Affidati alla nostra conoscenza della destinazione e ai nostri servizi organizzati, per il tuo viaggio da sogno in Namibia!

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