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La storia della Sicilia e gli 8 parchi archeologici da non perdere

Italia - Sicilia - Veraclub Modica Beach Resort - Veraresort Grand Palladium Sicilia Resort & Spa - 04.11.2021

Scopri con noi l'avvincente storia della Sicilia e le sue testimonianze di inestimabile valore di cui è ricco questa lembo di terra al centro del Mediterraneo


Contenuti
 

Le radici della Sicilia, mescolanza straordinaria e unica

La Sicilia con la sua storia avvalora la teoria che nella diversità prospera la bellezza, che dalla mescolanza nasce la magnificenza, la straordinarietà. La posizione geografica dell’isola e la ricchezza della sua terra sono sempre state causa di dominazioni, conquiste e sopraffazioni, che hanno però lasciato testimonianze artistiche e culturali di inestimabile valore, incontro e fusione di tante civiltà diverse.

Su quest’isola si trovano templi e santuari greci, anfiteatri, teatri e ville pavimentate con preziosi mosaici del periodo romano e poi le testimonianze della lunga presenza araba e bizantina, le seduzioni del mondo musulmano, le conoscenze e la modernità dei normanni e degli svevi, e poi ancora il barocco siciliano.

Se vuoi un viaggio che ne includa tanti, per la tua vacanza in Sicilia scegli Veratour; potrai rilassarti o divertirti, godere di un mare bellissimo e, grazie alle escursioni consigliate e a tua disposizione nei nostri Veraclub, scoprire il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico che fanno della Sicilia un’isola affascinante e unica.


Cenni storici

Manufatti neolitici e pitture rinvenute nelle grotte fanno risalire i primi insediamenti umani in Sicilia fin dall’età preistorica. I primi abitanti dell'isola sono popolazioni indoeuropee: sicani, elimi, ausoni e siculi, ma il più importante momento di sviluppo si ha con l’arrivo dei Fenici sulle coste orientali, intorno al IX secolo a.C. Questi, spinti da mire commerciali, dapprima stabiliscono delle basi sull’isola arrivando in seguito ad un insediamento stabile, con la fondazione di colonie importanti lungo la costa occidentale, come ad esempio la città di Palermo.

Intorno alla metà dell'VIII secolo a.C. la civiltà greca succede a quella fenicia. I greci chiamano l’isola Trinacria e a loro si deve la nascita o l’ampliamento di centri importanti come Catania, Naxos, Taormina , Gela , Agrigento, Milazzo, fino ad arrivare alle città-stato come Selinunte e Siracusa. Nel III secolo a.C. la Sicilia diventa provincia romana. Chiamata il “granaio di Roma” grazie ad un forte sviluppo nell’agricoltura, vive un lungo periodo di relativa pace e di sviluppo, ricoprendo nel Mediterraneo un ruolo fondamentale in commercio, produzione agricola e industria navale.

Passata poi sotto la giurisdizione dell’ Impero Romano d’Occidente, subisce il forte influsso della fede cristiana e della cultura bizantina. Malgrado nei secoli precedenti avesse subito incursioni finalizzate al saccheggio da parte dei musulmani, è nell’827 con lo sbarco a Mazara del Vallo che inizia la conquista islamica della Sicilia. Il dominio arabo è senza dubbio duro e segnato da contrasti continui, spesso violenti, ma si conferma essere allo stesso tempo anche uno splendido periodo nella storia dell’isola sia dal punto di vista culturale che economico. Palermo diventa una metropoli mediterranea, capitale dell’ Emirato Kalibi.

La dominazione araba in Sicilia dura circa 250 anni fino al 1090 circa, quando viene liberata da un'armata cristiana guidata dal condottiero normanno Roberto "il Guiscardo" e dal fratello Ruggero I, della famiglia degli Altavilla, con mandato avuto dal Pontefice di Roma. Nel 1130 viene proclamato il Regno di Sicilia e incoronato il primo Re; Ruggero II d'Altavilia. I Normanni, discendenti di quegli uomini del Nord, figli dei vichinghi, hanno il merito di fare della Sicilia il regno più splendido del Mediterraneo, come ancora oggi testimoniano le cattedrali di Monreale, di Cefalù, di Palermo con i loro mosaici, i loro palazzi, i loro ponti. Gli Svevi succedono ai Normanni (1194-1266) e continuano quanto di buono iniziato questi ultimi; sotto il grande imperatore Federico II di Svevia nasce infatti a Palermo la letteratura italiana, con i poeti della Scuola Siciliana

Dopo gli Svevi è la volta degli Angioini (1266-1282) e poi degli Aragonesi fino al 1412, quando l’isola passa sotto il dominio spagnolo. I Vicerè la governano per oltre 300 anni, secoli caratterizzati da guerre, epidemie, terremoti e incursioni di pirati che la impoveriscono fortemente provocando ribellioni e rivolte sanguinose. All’inizio del settecento la guerra di successione spagnola e polacca fa cedere la corona dell’isola prima ai Savoia, poi all’Austria e infine ai Borbone di Spagna con la nascita nel 1816 del Regno di Napoli e Sicilia. Già nel 1820 iniziano le prime sommosse anti borboniche e nel 1848 scoppia la Rivoluzione. Gli indipendentisti costituiscono un parlamento autonomo da Napoli, proponendo poi una federazione della Sicilia indipendente con gli altri Stati italiani. La Rivoluzione del '48 viene repressa e solo con la guerra del 1861 che si conclude l'annessione della Sicilia e dell'Italia meridionale al Regno sabaudo d'Italia.


8 siti archeologici da non perdere

“La Sicilia mi richiama l’Asia e l’Africa; trovarsi nel centro è meraviglioso, dove convergono tutti i raggi della storia universale, non è cosa da nulla” queste le parole di Goethe incantato nel suo viaggio in Italia dal valore culturale e dalla bellezza racchiuse nell’isola. Questo patrimonio ci permette ancora oggi di conoscere e comprendere popoli e culture che si sono avvicendati nei secoli, e quindi il nostro presente e anche il nostro futuro. Ecco 8 parchi archeologi che ti consigliamo di visitare nel corso della tua vacanza in Sicilia.


Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento

Tempio della ConcordiaCustodisce uno straordinario patrimonio monumentale e paesaggistico di età classica. Caratterizzato dall'eccezionale stato di conservazione e da una serie di importanti templi dorici del periodo ellenico, corrisponde al territorio dell’antica Akragas , tra le città più potenti e splendide del mediterraneo e presenta i resti di ben sette templi in ordine dorico, costruiti tra la metà de VI secolo a.C. e la fine del V secolo a. C. Molti di questi sono perfettamente conservati e dedicati alle principali divinità greche: Giove Olimpico, Ercole, Concordia, Giunone.

Il Tempio della Concordia, intatto con tutte le sue colonne, i suoi frontoni, le sue scalinate testimonia la maestria architettonica greca ed è, insieme al Partenone, quello dorico meglio conservato al mondo. Innalzato intorno al 430 a.C si mostra ancora a noi in tutta la sua bellezza. Non si sa a quale divinità fosse dedicato e il nome Concordia con cui è universalmente conosciuto è, in realtà, frutto dell’interpretazione di  una iscrizione latina trovata presso l’edificio.

Il Tempio di Zeus Olimpio (Giove) è uno dei più grandi dell’antichità classica anche se oggi rimangono solo le fondamenta. E’ caratterizzato dalla presenza dei cosiddetti telamoni, statue di notevoli dimensioni che raffiguravano gigantesche figure mitologiche a sostegno della parte superiore del tempio di cui si conservano frammenti decorativi. Oltre ai templi, il sito comprende due agorà (piazze) delle necropoli greche e romane, aree residenziali, la tomba di Terone e molti altri resti.
 

Parco archeologico di Tindari (Messina)

TindariTindari  fondata nel 396 a.C. è stata una delle ultime colonie greche in Sicilia. Entrata nell’orbita di Roma, divenne Colonia Augusta, subì poi gravi danni per una frana e due terremoti, venne conquistata dai Bizantini nel 535 e infine fu distrutta dagli Arabi nell’836. Il parco archeologico testimonia la sua lunga e affascinante storia. Nel sito troviamo ancora le strade e le insulae (gli “isolati) che componevano la polis, alcune botteghe, un complesso termale pubblico, due domus imperiali, una basilica e un teatro greco della fine del IV secolo rimaneggiato in epoca romana.
 

Parco archeologico Naxos Taormina (Messina)

Teatro greco di TaorminaIl parco archeologico Naxos Taormina comprende tre siti: Taormina, Isola Bella e Naxos, tutti luoghi di interesse storico risalenti a epoche diverse e dislocati in più punti della provincia di Messina. Giardini Naxos vanta uno scenario spettacolare, tra vegetazione e panorami magnifici, come la vista sul mare con il promontorio di Taormina e, sullo sfondo, il maestoso Etna. Proprio qui nel 734 a.C. i greci fondarono la loro prima colonia siciliana chiamandola appunto Naxos in onore dell’isola, patria di alcuni membri della spedizione; da questa città ha inizio la storia della Sicilia greca

Merita sicuramente una visita il Teatro Antico di Taormina, secondo per dimensioni dopo quello di Siracusa, la cui edificazione inizia probabilmente ad opera dei Greci intorno al III sec. a.C. Per la sua costruzione fu necessario asportare manualmente dalla montagna centinaia di migliaia di metri cubi di roccia; la platea, tutta incavata nella stessa poteva contenere fino a 5400 spettatori. L'impianto fu in seguito rimaneggiato ed ampliato dai Romani, che inserirono colonne, statue e ingegnose coperture. La scena del teatro conserva, in parte, la sua forma originale, nulla rimane invece dei suoi ornamenti e delle colonne, asportati in gran parte durante il medioevo per costruire palazzi ed abbellire luoghi di culto come la cattedrale.
 

Villa del Casale a Piazza Armerina (Enna)

Mosaici della Villa romana del CasaleLa città di Piazza Armerina è situata su un altura a 700 metri di altezza, a poca distanza dal capoluogo di Enna nel cuore della Sicilia. La Villa del Casale di Piazza Armerina, risalente al 320-350 d.C., è appartenuta a una potente famiglia romana, probabilmente un alto esponente dell’aristocrazia senatoria ed è una importante testimonianza storica ed artistica dell'epoca Imperiale con più di 3000 metri quadri di magnifici mosaici, considerati i più belli e meglio conservati nel loro genere.

Questa antica splendida villa, ricca di elementi architettonici e decorativi, è infatti considerata  uno degli esempi più significativi di dimora di rappresentanza dei ceti abbienti romani che iniziarono a lasciare la vita urbana per ritirarsi nei possedimenti di campagna. Ben 48 sono gli ambienti ricoperti di mosaici in perfetto stato che, con scene di vita quotidiana, di caccia e di giochi, raffigurazioni di eroi e divinità ci permettono ancora oggi di essere “spettatori” della storia del più grande degli Imperi. Le tante scene raffigurate ci raccontano di Africa, di animali esotici, di legionari a riprova delle tante influenze, contaminazione e  scambi nel Mediterraneo tra mondo romano e nord Africa.
 

Parco archeologico della Neapolis (Siracusa)

Parco archeologico della NeapolisI reperti archeologici  e monumenti, sia di epoca greca che romana,  di questa area naturale testimoniano la storia millenaria della città di Siracusa; la loro quantità e importanza fanno di questa una delle zone archeologiche più importanti della Sicilia, nonché tra le più grandi del Mediterraneo.

Il monumento più famoso è il teatro greco costruito a partire dal V secolo a. C., modificato a più riprese e ampliato. L’antica arena è stata scavata nella roccia, le gradinate sono per lo più conservate e si pensa potesse contenere tra i 12.000 e i 14.000 spettatori. Se ti capita di visitare Siracusa tra maggio e giugno ti consigliamo di assistere ad una delle rappresentazioni classiche che vi si svolgono giornalmente, lo spettacolo è  da non perdere.

Al lussureggiante giardino Latomia del Paradiso si arriva invece scendendo da una breve scalinata. In realtà, nell’antichità si trattava di tutt’altro, era infatti in una grande vallata artificiale, scavata da schiavi nel corso dei secoli e utilizzata anche come prigione. Lungo i fianchi della vallata sono scavate varie grotte anch'esse artificiali. La più famosa è 'l'orecchio di Dionisio', alta quasi 30 metri e profonda una sessantina, chiamata così per la forma simile a un padiglione auricolare. La grotta ha un’eco incredibile e la leggenda, raccontata dal Caravaggio, vuole che  Dionisio la sfruttasse per ascoltare in segreto le conversazioni dei prigionieri e uccidere chi complottava alle sue spalle. Se non ci credete potete testarla ma non spettegolate… non si sa mai!

Suggeriamo di concludere la visita al parco archeologico, passando dall'anfiteatro romano, sebbene si trovi all’inizio del sito è preferibile visitarlo per ultimo, realizzato infatti durante la dominazione romana, è il più 'recente'.


Necropoli di Pantalica (Siracusa)

Necropoli di PantalicaQuesta area naturalistica spettacolare di circa 80 ettari è un antico insediamento della prima metà del XIII secolo a.C., utile per comprendere il momento di passaggio dall età del bronzo a quella del ferro. E’ composta da oltre 5mila sepolture a forma di forno scavate nella pietra e chiamate “tombe a grotticella” che costituiscono il “cimitero” di un grande insediamento che ha occupato la zona nello stesso periodo.

Oltre alle migliaia di tombe, restano le rovine di una grande costruzione megalitica, l'Anaktoron o Palazzo del Principe, a testimoniare appunto l’esistenza dell’antico insediamento precedente alla colonizzazione greca che con la crescente influenza di Siracusa fu abbandonato. Durante la dominazione bizantina, il sistema della necropoli venne ripopolato, alcune delle tombe furono ampliate e divennero abitazioni, mentre altre furono destinate a chiesa od oratorio. In seguito, l’area ritornò ad essere disabitata.
 

Parco di Segesta (Trapani)

Tempio dorico di SegestaSecondo l’antica  tradizione, Segesta fu fondata dalle popolazioni Elimi fuggite da Troia; la data di fondazione dell'antica città non è nota anche se l'area risulta già abitata nel XI secolo a.C. Fortemente legata alla cultura greca, divenne uno dei centri più importanti del Mediterraneo. Dopo un lungo periodo di splendore economico e culturale, con la prima guerra punica, passò sotto il dominio dei  Romani che le garantirono un nuovo periodo di prosperità ma nel V secolo fu distrutta dai Vandali

La fama di questo sito archeologico che ne comprende ben 12, è legata ai suoi due monumenti principali, il tempio dorico e il teatro. Il maestoso tempio dorico è formato da 36 colonne e risale al  V secolo a.C. E’situato al di fuori delle cinte murarie, lungo le antiche vie d’accesso alla città, dove è stata individuata anche una necropoli, Probabilmente non venne mai ultimato ma è considerato uno dei templi più belli del periodo classico, sia per l’ottimo stato di conservazione che per la sua spettacolare posizione fra le colline trapanesi.

Il teatro, in cima al monte Barbaro, fu costruito nel II sec. a.C,  ha un diametro di circa 60 metri e una scalinata scavata nella roccia; sebbene segua i dettami dell’architettura greco-ellenistica, si discosta dalla struttura tipica del tempo perché la cavea è sorretta da muri di contenimento e non poggia direttamente sulla roccia. Molto ben conservato, ospita durante il periodo estivo numerose rappresentazioni e affascina per splendida scenografia naturale del mare e delle colline del Golfo di Castellammare.
 

Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa (Trapani)

Parco Archeologico di SelinunteSelinunte, una delle più antiche città siciliane di origine greca, in poco più di 200 anni di storia ha espresso una ricchezza economica e una magnificenza architettonica di valore assoluto. Fondata dai Greci nel 650 a.C. , è stata distrutta nel 409 a.C. dalle forze alleate di Segesta e dei Cartaginesi e poi abbandonata. Il parco si estende per 270 ettari in provincia di Trapani. Le zone di maggior interesse a carattere storico culturale sono l’acropoli, la necropoli e le aree che sorgono sui fianchi delle tre colline che ne delimitano i confini della città.

L’acropoli è senza dubbio l’area che contiene il maggior numero di monumenti. Nelle aree intorno e sulla collina orientale si trovano otto templi che testimoniano la grandezza raggiunta da Selinunte tra il VI e il V secolo a.C.. Tre sono invece le  principali aree dedicate alle sepolture, due situate nella zona nord e una ad ovest, che insieme formano le necropoli di Selinunte.

Le cave di Cusa, a Campobello di Mazara, distano solamente 13 km dal parco archeologico. Si tratta delle cave di pietra da a cui veniva estratto il materiale per le costruzioni di Selinunte. Visitarle significa ripercorrere gli ultimi istanti del 409 a.C., prima che l’esercito cartaginese invadesse la città. Si vede chiaramente infatti la brusca interruzione dei lavori di estrazione, di lavorazione e di trasporto dei rocchi di colonna. La fuga improvvisa delle persone che vi lavoravano ha fatto sì che oggi si riesca addirittura a seguire tutte le varie fasi di lavorazione: dall’ incisione circolare, ai rocchi finiti che attendevano soltanto di essere trasportati via.  
 

Dove soggiornare

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