Completamente diverso è il Parco Nautrale di Corralejo nel nordest dell'isola, un posto dove tutto sembra fermo, immobile, sospeso in un tempo senza inizio e senza fine. I vulcani spiccano colorati di terra rossa e le dune arrivano fino al mare. Uno scenario pazzesco che ti regalerà emozioni forti e fotografie straordinarie.

Il Parco Naturale di Corralejo è il luogo dove potrai godere della bellezza di paesaggi diversi fra loro. Al nord, quello desertico, dove si trova il più grande campo di dune delle isole Canarie, una vasta distesa di sabbia bianca lunga 10 km lambita dalle acque turchesi dell'oceano Atlantico e, a sud quello vulcanico, la grande colata lavica de Los Apartaderos e la Montagna Roja con il suo enorme cratere, dai colori ocra e rossi, le forme rugose e suggestive.
E' un isolotto che si trova a nord lungo il tratto di costa davanti a Corralejo, quattro chilometri di rocce, montagne vulcaniche, lagune e spiagge dalle acque cristalline. L’Islote de Lobos è disabitato (l’ultimo abitante dell’isola è stato il guardiano del faro che visse qui fino al 1968 con la sua famiglia), non ci sono strade ma solo sentieri e c’è solo un piccolo centro con qualche semplice casetta di pescatori.

Il suo nome deriva dalla presenza di grandi leoni marini (in spagnolo conosciuti come “lupi marini”) che hanno popolato i suoi scogli fino a 500 anni fa. Oggi è un parco naturale protetto e la fauna più rappresentativa del luogo sono invece i tanti uccelli che popolano la riserva che ne fanno quindi meta ideale per gli appassionati di birdwatching. Raggiungere in 15 minuti l’isola di Los Lobos è facile, basta prendere un traghetto dal porto di Corralejo: una volta lì, salite fino al vecchio faro di Punta Martiño per godere di viste mozzafiato.
Jandia è una penisola che si trova nel sud dell’isola di Fuerteventura, l’omonimo Parco Naturale di Jandia (dichiarato tale nel 1983) si estende per più di 14.300 ettari e occupa la maggior parte di questo inospitale ma bellissimo lembo di terra, così fuori dal mondo, dagli itinerari battuti e dalla civiltà da non sembrare neanche Europa. Questa parte di Fuerteventura è decisamente la più avventurosa e selvaggia e, come in molte altre zone dell’isola, qui sono i contrasti a fare la differenza con la costante di una natura forte e affascinante che la fa da padrona.

Troverete grandi dune di sabbia bianca (Istmo della Pared), massicce montagne vulcaniche di roccia scura brulla e spoglia come il Pico de la Zarza (alto 807 metri), ampie vallate (il Pecenescal) e ovviamente la gigantesca spiaggia di Cofete una delle spiagge più belle dell’isola. In questo habitat incontaminato vivono specie di animali endemiche dell’isola e per questo è una meta ambita dagli amanti della natura. Inoltre, a Pajara, comune appartenente al parco, sono conservate le testimonianze della presenza delle popolazioni aborigene che abitavano questo luogo.
La montagna di Tindaya, alta 400 metri, si trova nel nordest dell'isola, molto vicino a La Oliva, e spicca nel paesaggio piatto e desertico che la circonda. Gli antichi aborigeni di Fuerteventura consideravano Tindaya, con la sua forma piramidale perfetta, una montagna sacra alla quale attribuivano poteri magici, così come dimostrano le molte incisioni rupestri podoformi di grande valore archeologico che sono state trovate in essa. Una curiosità: anche se situati in punti diversi della montagna, tutte le incisioni sono dirette verso Gran Canaria e Tenerife coincidendo perfettamente con i punti più alti di queste due isole, cioè il Teide e el Pico de las Nieves.

Oltre alle incisioni, sono stati trovati altri resti archeologici come le case-grotte, una necropoli ed uno scarico di conchiglie. La parte superiore del Tindaya sembra che possa essere stata un luogo di culto in cui avvenivano sacrifici umani. Per visitare la montagna, conoscere da vicino e apprezzare la bellezza dei suoi colori nonché l'atmosfera ancestrale in un paesaggio intriso di tranquillità e di mistero, ci sono dei sentieri praticabili. Basta munirsi di scarpe comode. Ai piedi della stessa, lato sud, c’è anche una piccola cittadina dove si trovano alcuni negozi e ristoranti.
Per gli amanti dei sentieri e del trekking cosa c’è di meglio di una passeggiata per esplorare i crateri vulcanici, simbolo ed emblema di forza vitale? La Caldera de Gairìa è il luogo ideale, un percorso che chi ama l’avventura e la natura non può perdersi, dove rigenerare mente e corpo e, una volta raggiunta la cima, godere di un bellissimo panorama a 360º sull’isola. Il vulcano di Caldera de Gairía, visibile da ogni parte, domina il paesaggio dell’intera isola di Fuerteventura, trovandosi proprio al suo centro su un vasto altopiano.

Il percorso comincia da un piccolo villaggio al centro di Fuerteventura, Casillas de Morales, in località Tiscamanita, da dove seguendo un sentiero in salita giungerai su alla cima del vulcano. Le pendici del vulcano potranno apparirti di colore differente, verde o rosso acceso: è la piantagione di aloe, che, a seconda del suo ciclo di vita, dona colore differente alla terra che la ospita. Il percorso continua su un lungo sentiero, sul quale ti consigliamo di seguire la parte sinistra, meno tortuosa e che giunge direttamente in cima, evitando biforcazioni che invece si trovano sul lato destro. Salendo e avvicinandoti al cratere, i colori intensi della terra ti daranno l’impressione di essere su Marte: dal rosso al nero, il paesaggio naturale che ti circonda ti regalerà immagini e sensazioni che resteranno nella valigia dei ricordi della tua vacanza.
Situato sul lato nord-occidentale dell'isola, El Cotillo ha un'atmosfera rilassata e un fascino tutto suo. In origine un tranquillo villaggio di pescatori, oggi rappresenta una alternativa più autentica e meno turistica e offre, a chi lo visita, splendide spiagge e una magnifica laguna. Si sviluppa intorno al suo porto, il luogo ideale per osservare i pescatori al lavoro e scoprire lo stile di vita tradizionale e la cultura dell'isola. Merita una visita anche l'antico porto, fiancheggiato da spiagge di sabbia nera create dalle eruzioni vulcaniche. Nei pressi del centro della città si trova la Fortaleza del Tostón, una fortezza costruita nel XVIII secolo come difesa dalle incursioni dei pirati, salendo in cima si può ammirare un magnifico panorama sul mare.

Una delle sue principali attrazioni è la bella spiaggia bianca e fine di La Concha, una caletta riparata poco a nord di El Cotillo. Per il resto, questo tratto di costa, spesso battuto da un forte vento e frequentemente caratterizzato dalla presenza di grandi onde, è meta preferita dagli amanti di sport acquatici come surf, windsurf e kite. Se, però, si sale un pò più a nord lungo la costa, all’altezza del Faro di Toston, la sabbia lascia il posto a formazioni rocciose che danno luogo ad insenature naturali e splendide lagune, ideali per chi ama bagnarsi in tutta tranquillità.
Ajuy è un piccolo paese di pescatori sulla costa sud ovest molto caratteristico, sembra essere rimasto sospeso nel tempo. E' conosciuto principalmente per l'area naturale e per le sue grotte che si trovano accanto alla bellissima spiaggia nera. Scavate nelle scogliere a picco, grazie al lavoro incessante e alla forza dell'oceano nel corso dei secoli, qui un tempo approdavano le navi dei pirati, dei corsari e dei mercanti che si dice vi nascondessero il bottino.

Oggi sono raggiungibili grazie a sentieri che le uniscono alla spiaggia. Per arrivarci bastano circa 20 minuti di camminata sulle rocce; tempo in cui godrete di una vista e di un panorama davvero suggestivo, fra i colori dell'oceano e l'immensità dell'orizzonte! Una volta arrivati alle grotte, se l'oceano lo permette e le sue acque non sono troppo turbolente da impedirne l'accesso, vi consigliamo di visitare l'interno e farvi avvolgere da una magica atmosfera. Al rientro dalla visita alla grotte vale la pena visitare anche il piccolo centro abitato e mangiare in uno dei piccoli ristoranti sulla spiaggia, gestiti dai locali, in cui viene servito il pescato del giorno e altre specialità come il capretto al forno.


Costruita nei pressi della cittadina La Oliva, nella seconda metà del XVII secolo da parte di Ginés de Cabrera Bethencourt (1650-1722), è un maestoso edificio "del Potere", un vero e proprio distretto militare, con piazza d’armi e scuderie. Si staglia all’interno di una area desertica ed è sopravvissuto fino ad oggi come uno dei più importanti elementi architettonici del patrimonio artistico delle Isole Canarie. L’edificio originale doveva essere molto semplice, ampliato nel suo perimetro e nella struttura con il passare del tempo.

Per quasi 150 anni è stata la residenza dei governatori militari dell'isola di Fuerteventura, Los Coroneles (i Colonnelli). La loro autorità sull’isola non era dovuta solo alle numerose posizioni militari e civili che detenevano, ma anche al loro status di grandi proprietari tanto che arrivarono a possederono quasi tutte le migliori haciendas di Fuerteventura. I legami matrimoniali con le ereditiere determinarono, generazione dopo generazione, diversi lasciti. L'ultimo Coronel vi ha vissuto fino al 1870, una volta perso il suo incarico la casa è rimasta in possesso della famiglia, e a sua figlia María de las Nieves (1844-1921), Marquise de la Quinta Roja, vedova del Marchese Diego Ponte del Castillo, si devono gli ultimi rinnovamenti e trasformazioni, nonchè il fatto che l'edificio sia anche noto come Palacio de la Marquesa.
20.03.2026
26.08.2021
27.08.2021