Naxos è conosciuta per le sue lunghe spiagge e per i villaggi dell'entroterra, ma è anche un'isola in cui storia e mito sembrano accompagnare continuamente il viaggio. Qui le vicende degli dei dell'antica Grecia si intrecciano con templi, statue incompiute, chiese bizantine e castelli medievali, componendo un patrimonio che attraversa migliaia di anni.
Nell'antichità Naxos fu una delle isole più importanti delle Cicladi e la disponibilità di marmo favorì lo sviluppo di una raffinata tradizione artistica e architettonica. Zeus, Apollo, Demetra e soprattutto Dioniso sono legati alla storia e alla mitologia dell'isola, mentre nei secoli successivi Bizantini e Veneziani hanno lasciato altre testimonianze ancora oggi ben visibili.
Visitare Naxos significa quindi anche percorrere questo lungo viaggio nel tempo. Dalla monumentale Portara che accoglie chi arriva alla Chora fino alle pendici del Monte Zas, ecco sei luoghi da conoscere per scoprire il volto storico, archeologico e mitologico dell'isola.

È la prima immagine che accoglie molti viaggiatori quando arrivano a Naxos via mare e probabilmente anche il monumento più riconoscibile dell'isola. La Portara è l'enorme porta in marmo rimasta dell'antico Tempio di Apollo, costruito sull'isolotto di Palatia, proprio davanti al porto della Chora.
Il progetto risale al VI secolo a.C., quando il tiranno Ligdami avviò la costruzione di un grande tempio dedicato ad Apollo. L'edificio non venne mai completato e del progetto originario rimangono oggi soprattutto le fondamenta e la monumentale porta formata da enormi blocchi di marmo.
Ma Palatia appartiene anche al mito. Secondo la tradizione, fu proprio qui che Teseo abbandonò Arianna dopo essere fuggito con lei da Creta. A Naxos la giovane avrebbe poi incontrato Dioniso, il dio del vino e della festa particolarmente venerato sull'isola, che la fece sua sposa.
Oggi una breve passeggiata collega la Chora all'isolotto. Vale la pena raggiungere la Portara soprattutto nel tardo pomeriggio, quando il sole scende sull'Egeo e la grande porta di marmo diventa la cornice di uno dei tramonti più suggestivi di Naxos.

Nella fertile campagna vicino al villaggio di Sangri si trova un altro dei grandi monumenti dell'antica Naxos: il Tempio di Demetra, costruito interamente in marmo intorno alla metà del VI secolo a.C.
La sua posizione non è casuale. Demetra era la dea dell'agricoltura e della fertilità e il santuario sorge ancora oggi in un paesaggio fatto di campi coltivati e dolci colline. Il culto era legato anche a Kore, cioè Persefone, la figlia di Demetra il cui mito rappresentava per gli antichi il ciclo della natura e l'alternarsi delle stagioni.
Il tempio è particolarmente interessante anche dal punto di vista architettonico: alcune delle soluzioni utilizzate dai costruttori di Naxos anticipano tecniche che sarebbero state sviluppate successivamente nei grandi monumenti della Grecia classica.
Visitandolo, però, a colpire è soprattutto il rapporto tra il monumento e il paesaggio. Il bianco del marmo emerge nel mezzo della campagna e ricorda quanto la fertilità della terra abbia rappresentato, dall'antichità fino a oggi, una parte importante dell'identità di Naxos.

Per comprendere quanto il marmo abbia segnato la storia di Naxos bisogna raggiungere le antiche cave dell'isola. Qui si trovano i Kouroi, gigantesche statue maschili risalenti all'età arcaica che, per ragioni probabilmente legate a danneggiamenti avvenuti durante la lavorazione o il trasporto, non lasciarono mai il luogo in cui stavano prendendo forma.
Nella zona di Melanes, a Flerio e Farangi, si conservano due statue incompiute, mentre vicino al villaggio di Apollonas, nel nord dell'isola, si trova il più imponente dei colossi. È lungo oltre dieci metri ed è ancora disteso nella cava in cui venne scolpito. La sua identificazione non è certa: viene tradizionalmente chiamato Kouros di Apollo, ma alcuni studiosi ritengono che potesse rappresentare Dioniso.
Vedere queste figure ancora immerse nel paesaggio delle antiche cave permette soprattutto di immaginare il lavoro degli artigiani di oltre 2.500 anni fa. Le statue venivano sgrossate direttamente nella roccia e solo successivamente avrebbero dovuto essere trasportate e completate nella loro destinazione finale.
Sono opere incompiute, ma proprio per questo raccontano in modo straordinariamente concreto come nasceva la grande scultura in marmo dell'antica Grecia.

Al centro di Naxos si innalza il Monte Zas, che con i suoi 1.004 metri è la montagna più alta non soltanto dell'isola, ma di tutte le Cicladi. Anche il suo nome rimanda direttamente a Zeus e a uno dei miti più antichi legati a Naxos.
Secondo la tradizione, Zeus trascorse qui parte della sua infanzia, nascosto nella Grotta di Zas e protetto dalle ninfe per sfuggire al padre Crono. Il legame tra il dio e la montagna non appartiene però soltanto alla leggenda: sulle sue rocce sono state individuate antiche iscrizioni che testimoniano la presenza di un santuario dedicato a Zeus.
La grotta ha inoltre una storia ancora più remota. Le testimonianze archeologiche dimostrano che fu utilizzata già nel Neolitico, prima dell'inizio del V millennio a.C., rendendola uno dei luoghi più antichi legati alla presenza umana sull'isola.
Oggi la Grotta di Zas può essere raggiunta a piedi attraverso un sentiero che parte nei pressi di Filoti. È una visita diversa dalle altre: qui archeologia e mito si accompagnano a un vero percorso nella natura, tra vegetazione mediterranea e panorami sull'entroterra di Naxos.

Il viaggio nella storia dell'isola continua molti secoli dopo l'epoca dei grandi templi. Vicino al villaggio di Moni, lungo la strada verso Chalki, si trova la Panagia Drosiani, una delle chiese più antiche e importanti di Naxos.
La sua architettura è molto particolare: mura in pietra, una struttura articolata intorno alla cupola e piccole cappelle laterali creano un edificio molto diverso dalle classiche chiesette bianche e azzurre che si associano normalmente alle Cicladi.
Ma il vero tesoro si trova all'interno. Alcuni degli affreschi conservati nella chiesa risalgono al VI secolo e sono considerati tra i più antichi dei Balcani; altri appartengono ai secoli successivi, fino al XIV.
La Panagia Drosiani permette così di scoprire un capitolo meno conosciuto della storia di Naxos. Durante il periodo bizantino l'isola fu infatti un importante centro dell'Egeo, come testimonia l'eccezionale numero di chiese e cappelle disseminate soprattutto nell'entroterra.

Per l'ultima tappa bisogna tornare nella Chora di Naxos e salire attraverso le stradine della città vecchia fino al Kastro. Dopo templi antichi e chiese bizantine, qui il paesaggio racconta un'altra epoca ancora.
Nel 1207 il veneziano Marco Sanudo conquistò Naxos e fondò il Ducato dell'Arcipelago, scegliendo l'isola come propria capitale. Sulla collina della Chora nacque così una cittadella fortificata che nel corso dei secoli si trasformò in un vero quartiere medievale.
Entrando attraverso le porte ancora conservate del Kastro si incontrano vicoli stretti, cortili, antiche dimore nobiliari con stemmi scolpiti nel marmo, torri e la Cattedrale cattolica. Delle dodici torri che proteggevano originariamente la fortificazione ne rimane oggi una, la Torre dei Crispi.
La particolarità del Kastro è che non si visita come un sito archeologico separato dalla città: è ancora parte della Chora e si scopre semplicemente camminando tra le sue strade. Un finale perfetto per questo viaggio nella storia di Naxos, perché in pochi passi permette di passare dall'atmosfera tipicamente cicladica della città a quella di una piccola cittadella medievale.
Dalla Portara al Monte Zas, dai giganteschi Kouroi alle chiese bizantine e alle mura veneziane, Naxos racconta una storia molto più lunga di quanto possa suggerire la sua immagine di isola di mare e spiagge.
Ed è proprio questa sovrapposizione di epoche a renderla particolare: gli dei dell'antica Grecia continuano a vivere nei miti legati ai suoi paesaggi, mentre templi, cave, chiese e castelli permettono ancora oggi di seguirne le tracce.
Durante una vacanza a Naxos vale quindi la pena lasciare per qualche ora la costa e addentrarsi nell'isola: non soltanto per vedere alcuni dei suoi monumenti più importanti, ma per comprendere meglio la storia e l'identità di una delle isole più affascinanti delle Cicladi. Soggiornando al Veraclub Naxos potrai così alternare le giornate dedicate al mare e al relax alla scoperta dei luoghi, dei paesaggi e delle tante storie custodite dall'isola.
04.03.2022
01.03.2022
31.10.2019