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10 cose da sapere prima di andare in vacanza a Mauritius

Mauritius - Veraclub Villas Caroline - 29.07.2025


La guida definitiva per sapere tutto su Mauritius


Contenuti


Dove si trova Mauritius?

Mauritius è una splendida isola tropicale situata nell'Oceano Indiano sud-occidentale, a circa 2.000 chilometri a est del Madagascar e 800 chilometri a nord-est dell'isola di Riunion. LaRepubblica di Mauritius comprende l'isola principale di Mauritius (con una superficie di 1.865 km²), l'isola di Rodrigues (108 km²), e diverse piccole isole come Agaléga e l'arcipelago di Saint Brandon.

Situata strategicamente lungo le antiche rotte commerciali tra l'Europa e l'Asia, gode di una posizione privilegiata che le conferisce un clima tropicale ideale tutto l'anno. Port Louis è la capitale e il principale porto dell'isola, sulla costa nord-occidentale, mentre l'aeroporto internazionale Sir Seewoosagur Ramgoolam si trova nel sud-est, a Plaisance. L'isola è circondata da una barriera corallina che protegge le sue coste, creando lagune turchesi e spiagge di sabbia bianca che hanno reso Mauritius una delle destinazioni tropicali più ambite al mondo. La sua posizione nell'emisfero australe la rende una meta perfetta per chi cerca l'estate durante i mesi invernali europei.


Serve il Passaporto o basta la Carta d’Identità per viaggiare a Mauritius? Serve il visto per andare in vacanza a Mauritius?

Per viaggiare a Mauritius è necessario essere in possesso di passaporto individuale, con scadenza successiva alla data di ritorno del viaggio. Il passaporto deve avere almeno due pagine disponibili per l'apposizione del timbro di ingresso o uscita dal paese. Occorre, altresì, essere in possesso del biglietto aereo di andata e ritorno.

Il visto non è richiesto. È prevista una tassa turistica da pagare in loco di € 3 per persona a notte, obbligatoria per tutti i passeggeri dai 12 anni compiuti​.

Come indicato nel sito del governo di Mauritius, raggiungibile al link https://mauritiusnow.com , è consigliato compilare direttamente online prima della partenza il modulo “All in One Travel”, accessibile al link https://safemauritius.govmu.org  . Una volta compilati i campi richiesti, si genererà un file PDF con un codice QR che potrà essere presentato all’arrivo in aeroporto alle autorità mauriziane.

Mauritius

Fuso Orario Mauritius

A Mauritius ci sono tre ore in più rispetto all’Italia durante l’ora solare, due ore durante l’ora legale.


Meteo e temperature: quando andare a Mauritius

Mauritius gode di un clima tropicale oceanico caratterizzato da due stagioni principali che offrono entrambe opportunità interessanti per visitare l'isola. L'estate australe, da novembre ad aprile, è la stagione calda con temperature che oscillano tra i 25°C e i 33°C,. Durante questo periodo, l'umidità è più alta mentre la temperatura del mare raggiunge i suoi valori massimi (27-29°C), ideale per nuotate, sport acquatici e immersioni. L'inverno australe, da maggio a ottobre, presenta temperature più miti che variano tra i 18°C e i 25°C, minori precipitazioni e venti alisei costanti che rendono il clima particolarmente piacevole. Durante questi mesi, l'umidità si riduce significativamente (60-70%), le giornate sono luminose e soleggiate, e la temperatura dell'acqua rimane comunque calda (23-25°C). I mesi di transizione, aprile-maggio e settembre-ottobre, offrono il perfetto compromesso con temperature gradevoli e poche piogge. 

Mauritius

Voli per Mauritius: quante ore di volo ci vogliono?

Con voli diretti si può raggiungere quest'angolo di Paradiso permettendosi un bagno e una settimana al caldo anche durante l'inverno. Mauritius può essere raggiunta facilmente con voli dall’Italia . Ecco nel dettaglio quante ore ci vogliono dai vari aeroporti d’Italia per Mauritius:

  • Da Milano Malpensa a Mauritius ci vogliono 11 ore e 30 minuti.
  • Da Roma Fiumicino a Mauritius ci vogliono 10 ore e 20 minuti.


La storia di Mauritius

La storia di Mauritius è un affascinante intreccio di culture, dominazioni e trasformazioni che hanno plasmato l'identità unica di questa isola paradisiaca nel corso dei secoli.

L'isola rimase disabitata fino al XVI secolo, conosciuta dagli antichi navigatori arabi che la chiamavano Dina Arobi, ma furono i portoghesi i primi europei a sbarcarvi nel 1507, battezzandola Cirne  probabilmente a causa della presenza di uccelli simili a cigni, come il dodo, che era endemico dell'isola. Tuttavia, i portoghesi non si stabilirono permanentemente, utilizzando l'isola solo come punto di sosta per i loro viaggi verso l'India, ma la loro presenza lasciò tracce indelebili nell'ecosistema locale, introducendo specie animali e vegetali che modificarono per sempre l'ambiente naturale, inclusa purtroppo l'estinzione del dodo, l'uccello simbolo dell'isola, avvenuta nel 1681 a causa della caccia e dell'introduzione di specie invasive.

Nel 1598, gli olandesi presero possesso dell'isola e la denominarono Mauritius in onore del principe Maurizio di Nassau, stabilendo il primo insediamento permanente nel 1638. Durante i 112 anni di dominazione olandese (1638-1710), l'isola divenne una base strategica per il commercio delle spezie, e gli olandesi introdussero la canna da zucchero, che sarebbe diventata la base dell'economia mauriziana per secoli, insieme al cervo di Giava e numerose piante esotiche. Tuttavia, le difficoltà climatiche, i cicloni e la resistenza della natura selvaggia resero difficile la colonizzazione, portando gli olandesi ad abbandonare l'isola nel 1710, lasciando dietro di sé una popolazione di schiavi fuggiaschi che formarono le prime comunità maroon nelle montagne interne.

I francesi, guidati da Guillaume Dufresne d'Arsel, presero possesso dell'isola nel 1715, ribattezzandola Île de France e trasformandola in una colonia prospera sotto l'amministrazione della Compagnia francese delle Indie Orientali. Sotto il governatore Bertrand-François Mahé de Labourdonnais (1735-1746), l'isola conobbe un periodo di grande sviluppo: venne costruito il porto di Port Louis, si svilupparono le piantagioni di zucchero su larga scala, e l'isola divenne una base navale strategica per le operazioni francesi nell'Oceano Indiano. Durante questo periodo arrivarono migliaia di schiavi africani e malgasci per lavorare nelle piantagioni, creando la base della popolazione creola mauriziana. La cultura francese si radicò profondamente: la lingua, l'architettura, il sistema legale e le tradizioni culinarie francesi divennero parte integrante dell'identità mauriziana.

Le guerre napoleoniche portarono alla conquista britannica dell'isola nel 1810, dopo la famosa battaglia navale di Grand Port, l'unica vittoria navale francese durante le guerre napoleoniche, commemorata sull'Arco di Trionfo a Parigi. Con il Trattato di Parigi del 1814, Mauritius divenne ufficialmente una colonia britannica, ma i britannici mantennero saggiamente il codice civile francese, la lingua francese nell'amministrazione e le tradizioni locali, evitando così tensioni sociali. L'abolizione della schiavitù nel 1835 segnò una svolta epocale: per sostituire la manodopera schiava, tra il 1834 e il 1920 arrivarono oltre 450.000 lavoratori indentured dall'India, principalmente dal Bihar, dall'Uttar Pradesh e dal Tamil Nadu, che trasformarono radicalmente la demografia dell'isola e introdussero l'induismo, l'islam e le tradizioni culinarie indiane.

Il XX secolo vide la graduale evoluzione verso l'indipendenza: nel 1926 fu introdotto un sistema elettorale limitato, nel 1947 si ebbero le prime elezioni con suffragio universale, e il 12 marzo 1968 Mauritius ottenne l'indipendenza dal Regno Unito sotto la guida del primo ministro Sir Seewoosagur Ramgoolam, considerato il padre della nazione. Nel 1992, l'isola divenne una repubblica, mantenendo però legami stretti con il Commonwealth. L'economia post-indipendenza si diversificò dalla monocoltura dello zucchero verso il tessile, i servizi finanziari e il turismo, trasformando Mauritius in uno dei paesi africani più prosperi.

Oggi, questa storia complessa ha creato una società multiculturale unica dove convivono armoniosamente comunità indo-mauriziane (68%), creole (27%), sino-mauriziane (3%) e franco-mauriziane (2%); ciascuna mantiene le proprie tradizioni mentre contribuisce a un'identità nazionale condivisa basata sulla tolleranza, il rispetto reciproco e l'orgoglio mauriziano.

Mauritius
Cosa vedere a Mauritius

Mauritius offre un patrimonio naturale e culturale straordinario che va ben oltre le sue celebri spiagge paradisiache, regalando ai visitatori esperienze uniche tra paesaggi vulcanici, giardini botanici, templi colorati e villaggi autentici.

Il Parco Nazionale delle Gole del Fiume Nero (Black River Gorges), che copre oltre il 2% della superficie dell'isola, rappresenta l'ultimo rifugio della foresta pluviale indigena di Mauritius, offrendo sentieri escursionistici che attraversano paesaggi mozzafiato, cascate spettacolari come quella di Chamarel e punti panoramici che dominano tutta l'isola. Le terre colorate di Chamarel sono un fenomeno geologico unico al mondo, dove dune di sabbia vulcanica assumono sette colori diversi (rosso, marrone, viola, verde, blu, giallo e viola) che cambiano tonalità durante il giorno, creando uno spettacolo naturale indimenticabile. Nelle vicinanze, la Cascata di Chamarel si tuffa per 100 metri in una gola verdeggiante, offrendo uno dei panorami più fotografati dell'isola.

Il Giardino Botanico di Pamplemousses, fondato nel 1767, è considerato uno dei giardini botanici tropicali più antichi dell'emisfero australe e ospita oltre 650 varietà di piante, tra cui le famose ninfee giganti Victoria Amazonica, palme rare, spezie esotiche e l'impressionante collezione di palme che include 85 varietà diverse provenienti da tutti i continenti.

Port Louis, la vivace capitale, incanta con il suo mercato centrale dove si mescolano profumi di spezie, colori di tessuti sari e sapori della cucina creola, mentre il quartiere cinese e la Caudan Waterfront offrono shopping, ristoranti e il Blue Penny Museum che custodisce i francobolli più rari al mondo. L'architettura coloniale della capitale si ammira attraverso i suoi palazzi storici, il palazzo governativo e la suggestiva Piazza d'Armi, cuore pulsante della vita cittadina. L'Aapravasi Ghat, patrimonio UNESCO, racconta la storia dell'immigrazione indiana attraverso un sito museale che commemora l'arrivo di oltre mezzo milione di lavoratori indiani.

Nell'entroterra, il Cratere di Trou aux Cerfs offre una vista a 360 gradi sull'isola dal suo bordo vulcanico inattivo, un punto panoramico eccezionale da cui ammirare dall'alto tutta la costa nord e ovest di Mauritius.

Cap Malheureux, piccolo villaggio sulla punta nord dell'isola, offre paesaggi eccezionali con la sua storica chiesa dal tetto rosso che si staglia contro il mare cristallino, creando un'atmosfera di tranquillità unica.

Le isole satelliti come l'Île aux Cerfs, raggiungibile in barca attraversando lagune turchesi, offrono spiagge incontaminate di sabbia bianchissima e sport acquatici in un paradiso tropicale incontaminato.

L'Isola di Gabriel, ancora più selvaggia e meta sconosciuta per molti turisti, vanta acque cristalline che la rendono il paradiso per i subacquei e gli amanti dello snorkeling, con una ricca vita marina in un ambiente ancora intatto.

Per gli amanti della spiritualità, il tempio Tamil di Grand Bassin (Ganga Talao) è un lago sacro circondato da templi colorati dedicati a Shiva, il più importante santuario induista dell'isola e meta di pellegrinaggio per la comunità hindu, immerso in un paesaggio mistico di montagne e foreste.

Crystal Rock, una spettacolare massa corallina che emerge dalle acque cristalline, rappresenta uno degli scenari naturali più fotografati dell'isola. La Valle des Couleurs è una riserva naturale che stupisce per la straordinaria varietà di flora e fauna endemica, offrendo panorami mozzafiato e un'immersione totale nella natura incontaminata di Mauritius.

Le cascate di Grande Rivière Sud-Est, nella parte orientale dell'isola, creano uno spettacolo naturale dove l'acqua dolce si tuffa direttamente nell'oceano, circondate da una vegetazione lussureggiante.

Il patrimonio coloniale dell'isola si scopre attraverso luoghi come il Domaine des Aubineaux, una splendida casa coloniale che conserva intatto il fascino dell'epoca, e la fabbrica del tè di Bois Cheri, dove si può assistere alla trasformazione delle foglie appena raccolte nel famoso tè mauriziano.

La piantagione di Saint Aubin offre un viaggio nel tempo attraverso serre di vaniglia e anthurium, dove si può degustare anche rum artigianale, mentre la Vanilla Reserve des Mascareignes ospita una delle più grandi riserve di tè dell'isola, immerse in paesaggi di rara bellezza.


Quali sono le migliori spiagge di Mauritius?

Le spiagge di Mauritius rappresentano l'incarnazione del paradiso tropicale, con oltre 160 chilometri di costa protetti da una barriera corallina che crea lagune turchesi dalle acque cristalline e calme, sabbia bianca finissima come talco e una vegetazione lussureggiante che arriva fino al mare.

La costa nord offre alcune delle spiagge più spettacolari e attrezzate dell'isola, perfette per ogni tipo di viaggiatore. Trou aux Biches è considerata una delle più belle al mondo, con tre chilometri di sabbia bianchissima che si immerge dolcemente in acque turchesi poco profonde, ideale per famiglie e per chi ama nuotare in totale sicurezza. La spiaggia offre un perfetto equilibrio tra natura incontaminata e servizi di qualità, con resort di lusso, ristoranti sulla spiaggia e una vasta gamma di sport acquatici. Mont Choisy, la spiaggia più lunga dell'isola con i suoi cinque chilometri di costa, offre spazi immensi per chi cerca tranquillità e privacy, caratterizzata da palme da cocco che offrono ombra naturale e acque cristalline perfette per lo snorkeling tra pesci tropicali colorati.

Pereybere, più piccola e intima, è amata dai locali per la sua atmosfera autentica e le acque particolarmente calme, protette da una baia naturale che la rende sicura anche per i bambini più piccoli. Grand Baie, pur essendo più commerciale, offre un'atmosfera vivace con numerosi bar sulla spiaggia, ristoranti di pesce fresco e la possibilità di praticare tutti gli sport acquatici immaginabili, dal parasailing al deep-sea fishing.

La costa est regala esperienze diverse ma altrettanto affascinanti, con Belle Mare che si estende per chilometri con la sua sabbia finissima e le acque cristalline protette dalla barriera corallina, circondata da una vegetazione tropicale lussureggiante e caratterizzata da un'atmosfera più selvaggia e naturale. Palmar Beach, nelle vicinanze, offre fondali ricchi di coralli e pesci tropicali, rendendola perfetta per snorkeling e immersioni, mentre le sue palme da cocco creano angoli di ombra naturale lungo tutta la costa.

La costa sud-ovest sorprende con spiagge dal carattere più drammatico e selvaggio, come Le Morne, dominata dall'imponente montagna omonima patrimonio UNESCO, dove la sabbia bianca contrasta con le rocce basaltiche nere e i colori del mare variano dal turchese al blu profondo. Questa spiaggia è il paradiso degli amanti del kitesurf e windsurf grazie ai venti costanti, ma offre anche angoli tranquilli per chi cerca relax.

Tamarin Bay, famosa per il surf e per essere uno dei pochi luoghi al mondo dove è possibile nuotare con i delfini in libertà, offre tramonti spettacolari e un'atmosfera bohémien unica.

Dulcis in fundo, Flic en Flac, con i suoi otto chilometri di sabbia bianca e fine, è perfetta per lunghe passeggiate al tramonto e offre acque calme ideali per le famiglie e per chi vuole fare snorkeling. Inoltre è ideale anche per la sera, grazie alla presenza di una vivace vita notturna e ristoranti.

Mauritius

Cosa mangiare a Mauritius: i migliori piatti

La cucina mauriziana rappresenta una straordinaria fusione di tradizioni culinarie che riflette la storia multiculturale dell'isola, combinando influenze francesi, indiane, cinesi, africane e creole in un'armonia di sapori unica al mondo. Questa diversità gastronomica nasce dalla storia dell'isola come crocevia commerciale e dalla convivenza di diverse comunità etniche che hanno portato le loro tradizioni culinarie, creando nel tempo una cucina nazionale ricca, variegata e incredibilmente saporita.

Il curry, in tutte le sue varianti, è il piatto nazionale per eccellenza, preparato con carni diverse (pollo, manzo, capra, pesce), frutti di mare o verdure, cotto lentamente con una miscela di spezie fresche come curcuma, coriandolo, cumino, cardamomo e cannella, spesso arricchito con latte di cocco fresco che conferisce cremosità e dolcezza. Ogni famiglia ha la sua ricetta segreta tramandata di generazione in generazione, e il curry viene tradizionalmente servito con riso basmati profumato, roti (pane indiano) appena sfornato e achards (sottaceti piccanti) che bilanciano i sapori intensi.

Il dholl puri è considerato il piatto di strada più amato dai mauriziani, una sottile crêpe di farina di lenticchie gialle farcita con dholl (lenticchie speziate), chatini (chutney) di coriandolo e tamarindo, curry di fagioli e rougaille (salsa piccante di pomodori), il tutto avvolto e mangiato rigorosamente con le mani. Questo piatto economico e nutriente rappresenta l'essenza della cucina di strada mauriziana ed è disponibile in ogni angolo dell'isola a prezzi accessibili.

I frutti di mare, abbondanti nelle acque cristalline che circondano l'isola, sono protagonisti di piatti spettacolari come il curry di polpo, preparato con polpo fresco, latte di cocco, pomodori e spezie, o il curry di granchio, dove i granchi di fango vengono cotti con curcuma, zenzero e curry leaves, creando un piatto dal sapore intenso e autentico.

Il vindaye, piatto di origine indiana adattato ai sapori locali, consiste in pesce (solitamente tonno o marlin) marinato in una pasta di senape, curcuma, zenzero e aceto, poi cotto lentamente fino a ottenere una consistenza densa e saporita, spesso servito freddo come antipasto.

I samosas mauriziani, diversi da quelli indiani, sono più grandi e farciti con verdure speziate, carne o pesce, fritti fino a diventare dorati e croccanti, perfetti come snack accompagnati da chatini piccante.

La cucina cinese-mauriziana ha dato vita a piatti unici come i noodles saltati (mine frit) con frutti di mare, verdure e salsa di soia, e il pollo dolce e agro preparato con ananas fresco e peperoni colorati.

I dolci tradizionali riflettono anch'essi questa diversità culturale: il gâteau patate (torta di patate dolci) è un dessert tipico delle festività, aromatizzato con cardamomo e vaniglia, mentre i laddu, dolcetti sferici a base di farina di ceci, zucchero e ghee, sono immancabili nelle celebrazioni indù. Il lait caillé (latte cagliato) servito con miele locale o sciroppo di canna da zucchero rappresenta un dessert fresco e leggero, perfetto dopo un pasto speziato.

La frutta tropicale fresca è sempre presente sulle tavole mauriziane: mango succosi, ananas dolcissimi, litchi profumati, frutto della passione aromatico e jackfruit dal sapore unico vengono consumati come dessert naturale o trasformati in succhi freschi e sorbetti.

Il rum locale, prodotto dalle piantagioni di canna da zucchero dell'isola, accompagna spesso i pasti o viene servito come digestivo, mentre il tè, influenza della tradizione britannica, viene consumato tutto il giorno aromatizzato con spezie locali come cardamomo e cannella.


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