Tebe (l’odierna Luxor) è stata importante per l’Egitto a partire dal Primo Periodo Intermedio, quando divenne capitale del regno e il dio Amon-Ra, in onore del quale la città venne eretta, divenne protettore dell’Egitto.
Successivamente la capitale venne spostata e cambiò più volte, ma Tebe fu progressivamente arricchita da opere magnifiche come templi e monumenti. Durante il periodo hyksos la città fu il centro politico dell’Alto Egitto e quando iniziò l’epoca in cui l’Egitto si espanse in Asia, tornò a essere la capitale dell’impero.
Nonostante il ruolo di capitale le venne di nuovo sottratto, così come quello di centro politico, Tebe rimane in ogni caso una straordinaria città monumentale caratterizzata da grandi fasti. Fu durante la ventunesima dinastia che Tebe raggiunse di nuovo un’importanza elevatissima. Venne a crearsi infatti uno Stato teocratico, il cui capo era il gran sacerdote di Amon, che garantì alla città la quasi totale indipendenza.Molti viaggiatori visitano Luxor durante un’escursione di una giornata, spesso partendo da una crociera sul Nilo o dalle località sul Mar Rosso. In questo caso l’itinerario classico delle visite include alcune delle tappe più iconiche dell’antica Tebe: i templi monumentali di Karnak e Luxor sulla riva orientale del Nilo, la Valle dei Re (con la favolosa tomba di Tutankhamon) e i Colossi di Memnone sulla riva occidentale e il suggestivo tempio della regina Hatshepsut a Deir el-Bahri.
Sulla riva orientale del Nilo avrai modo di visitare alcuni tra i templi più interessanti e suggestivi d’Egitto. La visita inizia dal complesso monumentale di Karnak, con i suoi templi (Amon, Mut, Khonsu) e le rovine dell'antica cittadella riservata ai sacerdoti del culto del dio Amon-Ra.
In particolare, nella grande Sala Ipostila rimarrai incantato ammirando le decorazioni scolpite sulle 134 colonne monumentali, che raccontano storie e miti dalla creazione del mondo, per poi arrivare al meraviglioso grande Tempio di Amon, dedicato al culto del dio Amon-Ra, una testimonianza storico culturale dell’antico Egitto molto ben conservata e di una bellezza assoluta.
Percorrendo poi il Viale delle Sfingi si raggiunge il Tempio di Luxor; sebbene i due siti siano collegati da questo percorso cerimoniale di 2.5 km, risalgono a due epoche differenti e avevano funzioni rituali diverse. Dunque, anche se si visitano insieme, non bisogna commettere l'errore di pensare il tempio di Luxor come parte del più ampio complesso di Karnak.

Il Tempio di Luxor è uno dei monumenti più importanti e noti, un vero tesoro storico e culturale imperdibile per chi visita il sito. Fu Ramses II a farlo arricchire e ampliare, innalzando uno scenografico pilone a suo nome proprio davanti al tempio come memoriale della battaglia di Qadesh.
Questo ingresso monumentale è probabilmente uno dei punti più fotografati d'Egitto. In origine qui c’erano due obelischi (uno c'è ancora, l’altro è oggi in Place de la Concorde a Parigi) e, davanti al pilone ornato da bassorilievi dedicati alla celebre battaglia, restano alcune statue colossali sedute e in piedi di Ramses. Proseguendo oltre, si accede all'ampio cortile porticato con doppie file di colonne e alle sale interne più piccole dedicate al culto.
Il tempio di Luxor infatti era il tempio della festa rituale di Opet, una celebrazione annuale in cui la statua di Amon veniva portata in processione dalla cittadella religiosa di Karnak fino al santuario di Luxor e veniva accolta nell'elegante sacello cerimoniale. Una curiosità: i grandiosi resti del Tempio furono visibili per molti secoli, ma rimasero parzialmente interrati dalla sabbia e inglobati nelle abitazioni della città di Luxor. Fu l’egittologo francese Auguste Mariette, a partire dal 1884, ad avviare gli scavi sistematici che liberarono gran parte del tempio dalla sabbia e portarono al suo recupero.
Il tempio di Hatshepsut sorge a pochi chilometri di distanza da Luxor e dalla Valle dei Re, sulla riva occidentale del Nilo. Si tratta di un complesso funerario dedicato a una delle più celebri e potenti regine del Nuovo Regno, costruito in posizione scenografica e monumentale ai piedi delle scogliere di Deir el-Bahari.

E' costituito da tre terrazze con imponenti colonne e statue osiriache collegate da lunghe rampe rettilinee, che un tempo si suppone fossero circondate da rigogliosi giardini di palme. Percorrendole si raggiungono gli edifici funerari, costituiti da due sale ipostile con pilastri e da un santuario profondo scavato nella roccia preceduto da un vestibolo.
Deir el-Bahari era luogo sacro alla dea Hathor, mentre l'intero complesso era consacrato alla divinità solare Amon-Ra. Il tempio della regina Hatshepsut è particolarmente rappresentativo delle scelte di architettura sacra compiute dagli architetti e dai faraoni del Nuovo Regno: è evidente la differente concezione del luogo di culto rispetto a quanto accadeva nell'Antico Regno, quando si prediligeva una architettura geometrica e megalitica.
I Colossi di Memnone sono due statue monumentali del faraone Amenofi III (Amenhotep III), erette intorno al 1350 a.C., e si trovano sulla riva occidentale del Nilo, proprio di fronte alla città moderna di Luxor. Alte ciascuna 18 metri (circa 60 piedi), furono realizzate in quarzite, un materiale pregiato estratto probabilmente vicino al Cairo e trasportato fino a Tebe per via terrestre.
Rappresentano il faraone seduto, con le mani sulle ginocchia e lo sguardo rivolto verso est e occupavano l’ingresso orientale del suo sontuoso tempio funerario. L'edificio religioso, uno dei più grandi mai costruiti vicino alla pianura alluvionale del Nilo, è stato progressivamente distrutto da inondazioni ed eventi sismici.
Oggi, nonostante le avversità del tempo, i Colossi rimangono sentinelle monumentali di Luxor e una sosta irrinunciabile per qualche bella foto ricordo lungo la via che, attraversato il Nilo, porta alla famosa Valle dei Re sulla sponda occidentale.

Le prime tombe furono ricavate nelle pareti rocciose che incorniciano la valle, poi con la XIX dinastia si passò a scavarle sul fondo del canalone, penetrando a volte anche per molti metri nel sottosuolo calcareo. Corridoi e camere sepolcrali venivano puntualmente decorati con bellissime immagini che evocano la grandezza del faraone e le sue opere, oltre a propiziare la sua rinascita dopo la dipartita dalla vita terrena. Le mummie di tutti i più famosi sovrani egiziani, come i vari Seti e Ramses che si sono succeduti, provengono da qui. Oltre ad ospitare il sarcofago con i resti mummificati del re, tipicamente la sepoltura era dotata di un ricchissimo corredo funebre che serviva ad accompagnare il defunto nel suo viaggio nell'aldilà.
Proprio per questa ragione, e nonostante l'opera di vigilanza prestata dai custodi delle sepolture, praticamente tutte le tombe della Valle dei Re furono depredate nel corso della storia da ladri a caccia di reliquie e tesori. L'unica eccezione è rappresentata dalla famosissima tomba di Tutankhamon, scoperta in circostanze incredibili dall'archeologo inglese Howard Carter nel 1922. Alcuni indizi lasciano pensare che la tomba sia stata parzialmente violata in almeno due diverse occasioni, ma i ladri devono essere stati sorpresi e i sacerdoti del culto devono aver provveduto a ripristinarne i sigilli e occultare nuovamente l'accesso.
Il favoloso corredo funebre del faraone infatti, unico nella storia, fu ritrovato praticamente intatto, così come pure le cappelle funerarie e i tre sarcofaghi antropomorfi, l'ultimo dei quali in oro massiccio, che custodivano la mummia del re. Altro pezzo famosissimo proveniente dal tesoro di Tutankhamon è la splendida maschera funebre che copriva il suo volto, un autentico capolavoro dell'arte antica, esposta però al grande museo egizio de Il Cairo. La Tomba di Tutankhamon è considerata la più importante scoperta archeologica della storia, una vera e propria calamita per i visitatori e gli studiosi. Ed è sicuramente una tappa imperdibile della tua visita della Valle dei Re.
Luxor e i suoi dintorni sono luoghi davvero straordinari, capaci di stregare i viaggiatori e far vivere un emozionante viaggio nel tempo grazie ai monumenti, ai musei a cielo aperto e ai siti archeologici dal valore incalcolabile che ivi si trovano.
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